Alito cattivo

HO L’ALITO CATTIVO. CHE FARE?

L’alito cattivo, in gergo alitosi è un disturbo che si manifesta con l’emissione di odore sgradevole respirando o semplicemente parlando. Questo cattivo odore viene avvertito innanzi tutto dalle persone che circondano chi soffre di alitosi che spesso neanche se ne rende conto e può diventare per ciò un problema sociale.

Normalmente l’odore proveniente dalla bocca varia in intensità e tipologia in relazione con l’età, il sesso, le abitudini alimentari e può modificarsi anche più volte nel corso della giornata. Al mattino, specialmente al risveglio, molti avvertono un gusto cattivo che può sfociare in alitosi ed è probabilmente dovuto al fisiologico calo del flusso salivare notturno (dovuto alla necessità di ridurre il numero delle deglutizioni durante il sonno) oltre alla qualità e quantità di cibo ingerito la sera precedente. Un pasto particolarmente abbondante o a base di alimenti come aglio e cipolla (alimenti questi ricchi di sostanze volatili dello zolfo) può provocare alito cattivo come pure lo stesso disturbo può aversi dopo un lungo digiuno.

La grande maggioranza delle alitosi trovano la loro origine nella bocca.

Le infiammazioni croniche a carico dei tessuti di sostegno del dente, la “parodontite”, (conosciuta volgarmente come Piorrea) che può sfociare anche nella perdita dei denti sono la causa principale di alitosi ed anzi è proprio il cattivo odore emanato dalla bocca che può rappresentare il campanello d’allarme della malattia che ancora non si manifesta con altri disturbi. Altri fattori che possono essere causa di alito cattivo sono l’abuso del fumo ( sigarette, sigari, pipa) e l’abitudine a masticare tabacco o altri prodotti come i bastoncini di liquirizia ecc.

Vi sono poi forme di alitosi che hanno maggiore significato sotto il profilo medico essendo legate a particolari malattie in atto o a terapie con particolari farmaci (alcuni antidepressivi, gli antistaminici, antiipertensivi e diuretici). In questi casi è bene tenere presente come figura di riferimento il proprio medico di famiglia che provvederà agli accertamenti del caso per riconoscere le cause extraorali che possono essere epatopatie (malattie del fegato), nefropatie (malattie dei reni) malattie dell’apparato respiratorio (polmoni, laringe, seni paranasali ecc) o malattie dell’apparato digerente. Abbiamo visto che anche alcuni farmaci possono causare questo disturbo specialmente quelli che agiscono riducendo il flusso salivare.

Quali i rimedi?

Innanzi tutto una scrupolosa igiene orale, utilizzare il filo interdentale e spazzolare con scrupolo i denti dopo ogni pasto. In questi casi nei quali spesso è associata una patinatura biancastra della lingua (lingua impaniata) è bene dedicare un poco di tempo anche a spazzolare la lingua soprattutto nella parte posteriore con appositi raschietti reperibili in commercio. Quando non fosse possibile lavare denti e lingua con il comune spazzolino può essere utile masticare, dopo i pasti, un chewing-gum senza zucchero e sciacquare vigorosamente con acqua la bocca. L’uso di colluttori contenenti sostanze antisettiche facendo anche dei gargarismi aiuta in modo considerevole a migliorare la situazione come pure il limitare i cibi come aglio, cipolla, peperoni, spezie in genere, carni affumicate, alcuni tipi di pesce e formaggi nonché alcolici, caffè ecc. L’eliminazione o la riduzione del tabacco è sempre un bene. Qualora con questi accorgimenti non dovesse migliorare l’emissione di cattivo odore dalla bocca è opportuna una visita dal proprio medico di famiglia e dal dentista.

 

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